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07/08/2020

Imperia e Margherita, ritratti e passioni tempestose- Parte 1

Raffaello

Ha nella mano sinistra il suo pennello, con la destra regge la tavolozza con i colori, è in teoria tutto quel che dovrebbe bastargli per essere e sentirsi Raffaello. In quegli arnesi c’è il suo lavoro, la sua realizzazione, quegli arnesi sono ciò che lo tiene distante dagli uomini comuni. Ma oggi qui, al pianterreno di questa splendida villa in via della Lungara, a un passo dal Tevere, qualcosa non va, oggi qualcosa distrae l’artista, il giovane maestro ha i pensieri altrove. Davanti a sé ha un affresco da completare, il committente è il privato per cui più spesso lavora, quello a cui non si può dir di no, Agostino Chigi. L’affresco è il Trionfo di Galatea. Un’opera che, nel giorno in cui potrà vederla, lascerà Baldassarre Castiglione a bocca aperta, pressoché scioccato. Com’è possibile, si chiede, che la mano di un uomo sia in grado di realizzare qualcosa di così perfetto? “Della Galatea - risponderà Raffaello all’amico - mi terrei un gran maestro se vi fossero la metà delle tante cose che Vostra Signoria mi scrive; ma nelle sue parole riconosco l'amore che mi porta”.

La calma di Raffaello, la sua grazia rimasta celebre addirittura nei secoli successivi alla sua morte, quel giorno a villa Farnesina sembrano assenti. Il maestro è inquieto, tanto che a un tratto smette di dipingere. Vuole accanto Margherita, la sua Margherita, colei che ora sa di amare, tanto da non poterne fare a meno, ne ha bisogno, un bisogno che sta diventando disperato, furente. A un tratto il suo tormento esplode, diventa incontrollato, uno scoppio improvviso d’ira. Raffaello lancia via con violenza pennello e tavolozza, non ne può più. Per quel giorno non ne può più del lavoro e della pittura, desidera soltanto vedere la donna che ama. La sua rabbia è l’esito di quanto è accaduto prima che cominciasse il lavoro. “Per il ritratto della Galatea - fa sapere - intendo usare come modella donna Margherita Luti, figlia del fornaio di Trastevere. Andate a prenderla”. Ma Agostino Chigi non condivide la sua idea. “No, - dice ai suoi uomini - non voglio che sia lei la donna ritratta, perciò lei non verrà qui”. Stavolta, Agostino decide di non esaudire la richiesta dell’artista. Non è un semplice capriccio, il suo. Non vuole Margherita poiché preferisce Imperia, la donna che forse ama, a cui forse è solo legato da una passione vibrante, La reazione di Raffaello è violenta, perde la pazienza e per un po’ mette in scena una specie di sciopero, smette di lavorare. Mai nella sua vita ha conosciuto una passione così divorante, e mai ha pensato che una donna potesse diventare per lui più importante della sua attività di artista. E soprattutto mai ha sospettato che l’amore per una fanciulla potesse addirittura trasformarsi in ossessione. È lei la scheggia incontrollata del suo rapporto col mondo femminile. Un rapporto intenso, disinvolto, che molti ritengono vago, quasi che una valga l’altra. Margherita è una fiamma, la fiamma che davvero lo accende.

©2020. AnnaMaria Amato

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