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24/08/2020

Imperia e Margherita, ritratti e passioni tempestose- Parte 2

Raffaello

Una cortigiana. Una donna che nei secoli successivi si sarebbe definita una prostituta, e che il linguaggio moderno ha trasformato in escort. Escort di lusso, per intenderci meglio. Si chiama Imperia Cognati, e la sua avvenenza ispira il volto di alcune Madonne di Raffaello. Il suo aspetto è quello che Raffaello dà a Saffo nel suo Parnaso. Imperia è una donna di aspetto bellissimo, capace in un istante di esercitare attrazione sugli uomini, è figlia di tale Diana, probabilmente cortigiana anch’ella. Ma nessuna lo è come Imperia, nessuna ha la sua classe e la sua abilità nella seduzione, è una vera rivoluzionaria del ruolo, ed è la donna che tiene ai suoi piedi schiere di uomini potenti, compresi cortigiani religiosi appartenenti alla cerchia del papa, uomini ai quali le leggi impediscono il matrimonio, e che dunque per non privarsi di una presenza femminile, inaugurano l’usanza di tenere accanto una cortigiana. Lei è colta, sveglia, scrive anche poesia, sulla traccia dei versi latini più licenziosi che tanto ama. Uno dei clienti più appassionati di Imperia, certamente il più facoltoso, è Agostino Chigi, il quale senza alcuno sforzo particolare per le sue finanze inesauribili le fa dono di un palazzo nel cuore di Roma e di una villa in campagna, utile nei giorni in cui Imperia ha voglia di starsene appartata nel verde. Del resto, qualcuno proprio ad Agostino attribuisce la paternità di Lucrezia, la bambina messa al mondo da Imperia quando ha soltanto quattordici anni. Una bambina che avrà una storia e un destino del tutto diversi da quelli della madre. Come lei si avvelenerà, ma riuscendo poi a sopravvivere, pur di sottrarsi alle molestie di un cardinale. Il veleno che invece ingerisce Imperia nell’agosto del 1512 non la risparmierà. Perderà la vita, due giorni dopo aver redatto il suo testamento. La sua morte è quasi certamente l’esito di una passione che a un tratto deve apparirle troppo tormentata. Qualcuno pensa che ne sia causa proprio Agostino Chigi, qualcun altro che l’abbia spinta a darsi la morte l’amore per il banchiere Angelo Del Bufalo.

L’episodio di villa Farnesina, la ribellione di Raffaello che si scatena nel giorno in cui Agostino gli nega Margherita come modella, è la sola vicenda che conosciamo nella quale Agostino e Raffaello esplodano in modo tempestoso l’uno contro l’altro, entrambi accesi dalle loro passioni ardenti. Raffaello vuole accanto Margherita, vuole che il suo volto resti sull’affresco a cui ha cominciato a lavorare, Agostino vuole invece che la sua Galatea abbia le sembianze della sua Imperia, la donna che desidera e che intende vedere ritratta in quella scena mitologica. E non basta la forza dello scontro, non basta la rabbia che ne nasce, per impedire a Raffaello di dipingere uno dei capolavori più incantevoli nella storia della pittura.

©2020. AnnaMaria Amato

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